martedì 31 agosto 2010
venerdì 27 agosto 2010
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950)

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.
Com'è grande il pensiero che veramente nulla a noi è dovuto. Qualcuno ci ha promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?
Perché morire? Non sono mai stato vivo come ora, mai così adolescente.
Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre.
(Il mestiere di vivere, annotazioni del 22, 27 novembre 1945; 16 agosto 1950)
venerdì 20 agosto 2010
Guarda c'è un toro che vola

IL gene dice che sei impazzito
perché non è scritto
che un toro possa volare,
che una bestia possa rovesciare
il rapporto tra vittima e carnefice.
Cosa ha spaventato di più in quel salto?
La fuga, lo slancio
o la precisione con la quale
hai afferrato il punto d'appoggio,
il modo in cui il tuo zoccolo duro
ha trovato il ferro?
C'era qualcosa d'intelligente
o di disperato in quel gesto?
Sapremo imitarlo?
Che perdita per la folla,
che fallimento,
vederti prendere il volo!
Come se fossi l'essere più dignitoso
tra ragazze in bikini
speranzose
di vederti salivare sangue
nel momento della stoccata finale.
I tuoi polmoni non si sono riempiti di schiuma
ma d'aria, o magnifica bestia sovrumana.
domenica 25 aprile 2010
Gli anni sottratti

Se si potesse prendere e farne una palla
Di stracci, di quello che chiamano passato,
Lo farei. Ma è qui e stringe la gola e i polsi,
più presente di questi attimi graffiati su un foglio
di ogni distrazione, più presente di te, amore mio.
Il gesso ancora stride sulla lavagna.
Tra me e te c’è una soglia di buio,quasi una luce.
lunedì 22 marzo 2010
Epilogo

Ogni tentativo d’ordine è fallito
Vigerà un ricordo, un’attrazione
Limature di ferro polarizzate
un non luogo a procedere
il profumo di un ospite andato via.
L’inquietudine sarà un domandare
ulteriore, forse un riserbo.
mercoledì 10 marzo 2010
Tutti al sud ché qui al nord nevica
11 MARZO ORE 20,30
PER “I GIOVEDI’ DI SUD”
Incontro con Vincenzo Frungillo
In questo fine inverno che non molla, ci sta bene un autore tosto,
un poeta che scrive in ottave moderne per infilarsi in angoli scomodi della Storia, dando voce a ragazze guerriere di eroismi inutili e rimossi. Insomma, ve lo immaginate voi un poema sulle nuotatrici della DDR alle Olimpiadi del 1980? Lui sì…
Vincenzo Frungillo (Napoli 1973). Dopo Fanciulli sulla via maestra (Palomar, 2002), nel 2009 arriva il lavoro che gli dà la fama, il poema in cinque canti Ogni cinque bracciate (Le Lettere). Da qualche anno porta avanti, con ammirevole coerenza di studio e frutti, una ricerca sulle ragioni dell’epica nella poesia contemporanea.
FRANCESCA, ANNA E LUCIANO
PER INFO
LUCIANO 3407373943
ANNA: 3332876930
PER “I GIOVEDI’ DI SUD”
Incontro con Vincenzo Frungillo
In questo fine inverno che non molla, ci sta bene un autore tosto,
un poeta che scrive in ottave moderne per infilarsi in angoli scomodi della Storia, dando voce a ragazze guerriere di eroismi inutili e rimossi. Insomma, ve lo immaginate voi un poema sulle nuotatrici della DDR alle Olimpiadi del 1980? Lui sì…
Vincenzo Frungillo (Napoli 1973). Dopo Fanciulli sulla via maestra (Palomar, 2002), nel 2009 arriva il lavoro che gli dà la fama, il poema in cinque canti Ogni cinque bracciate (Le Lettere). Da qualche anno porta avanti, con ammirevole coerenza di studio e frutti, una ricerca sulle ragioni dell’epica nella poesia contemporanea.
FRANCESCA, ANNA E LUCIANO
PER INFO
LUCIANO 3407373943
ANNA: 3332876930
martedì 16 febbraio 2010
da Note Sergio Soda Star
posto da GAMMM (febbraio 2010)
UN ALTRO APPASSIONATO DI NIENTE
C’era una volta un altro appassionato di niente. Questa storia si ambienta nella città caserta in provincia di napoli dove questo personaggio andava avanti senza prospettive essendo convinto che niente poteva appassionarlo, e cioè non amando il niente ma non amando niente. Questa differenza che lui faceva aveva sempre molte difficoltà a spiegarla perché spesso non appena diceva che era appassionato di niente e soprattutto che studiava filosofia nell’università di caserta moderna tutti pensavano che era il classico filosofo che faceva quei discorsi sul nulla, sull’infinito, sul cosmo ecc. ma non era così. Comunque finalmente gli studi finirono, e arrivò alla laurea alla quale presentò una tesi con un titolo assurdo che addirittura lo fece sfottere anche da parte dei suoi professori e dei parenti mentre discuteva, si chiamava Aprimenti veritativi: come autentificare e disvelare l’ontico in provincia di napoli. Lui però essendo disoccupato voleva continuare gli studi perché aveva già inventato un progetto che si chiamava Oltre l’aprimento veritativo. Linguaggio democratico e società civile, ma il professore gli disse che adesso era meglio se cercava un lavoro anche perché era un ottimo momento soprattutto nei coll centers e purtroppo avevano tagliato i fondi per la ricerca consigliandogli di scriversi alla cgl anche perché la situazione a caserta era quello che era. Lui certamente non fu felice ma il ragionamento che fece fu questo: “per me una cosa vale l’altra, nell’estasi del linguaggio. Ma questo non vuol dire che non proverò a spendere questo titolo a napoli, o che non proporrò il mio progetto di studio nelle università di quella metropoli”.
UN ALTRO APPASSIONATO DI PASSATO
C’era una volta un altro appassionato di passato. Lui trascorreva tutta la giornata pensando al passato non apprezzando il presente e il futuro che lui considerava delle fasi inutili infatti diceva che il presente non gli interessava e il futuro non esisteva ancora. Invece tutto il passato gli sembrava bellissimo e soprattutto la sua infanzia alla quale si era divertito moltissimo e aveva fatto delle ottime amicizie che gli erano anche rimaste, e anche dal punto di vista storico diceva che la preistoria era stata un’età eccezionale in cui anche se l’uomo doveva combattere con i dinosauri certamente viveva in un ambiente non inquinato a mangiava cibo sanissimo. Ma la cosa strana era che lui amava non solo il passato come epoca ma anche come tempo infatti usava sempre dei verbi come andai feci dissi bevei che purtroppo secondo lui stavano scomparendo e che dovevano essere conservati da tramandare ai nostri figli. Una volta però durante un viaggiò in Inghilterra conoscé due ragazze di Brescia che purtroppo lo sfotterono tutta la serata perché lui facendo dei racconti usava proprio quel passato remoto che loro consideravano una negrata ovvero roba da siciliani.
UN ALTRO APPASSIONATO DI AMORE
C’era una volta una persona molto particolare e cioè un altro appassionato d’amore. Lui aveva preso questa passione alle medie in cui non prendeva un canale che trasmetteva i film porno e quindi a differenza degli amici si toccava sui film normali come love story, napoleone, kramer contro kramer ecc. e quindi provava il piacere soprattutto sui baci, e ovviamente il passaggio dai baci all’amore era quasi automatico. Quando la mattina andava in classe mentre gli amici raccontavano di Cicciolina che veniva urinata addosso da tre uomini oppure di un porno tedesco dove c’era una comparsa per portare un secchio per contenere la masturbazione di un pony da parte di una ragazza, lui raccontava che aveva visto un bacio bellissimo oppure di una coppia che alla fine aveva fatto pace chiaramente sviluppando su di lui la rabbia dei compagni. Anche crescendo la sua passione non cambiò creandogli però molte difficoltà con gli altri e anche con le donne che dicevano che era omosessuale. Questa favola ci fa capire che molto spesso il nostro destino può dipendere anche da fatti casuali come la non presa di un canale televisivo, e che le donne spesso non sono molto sensibili nei confronti di quegli uomini che non avendo una cultura pornografica le trattano delicatamente.
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UN ALTRO APPASSIONATO DI NIENTE
C’era una volta un altro appassionato di niente. Questa storia si ambienta nella città caserta in provincia di napoli dove questo personaggio andava avanti senza prospettive essendo convinto che niente poteva appassionarlo, e cioè non amando il niente ma non amando niente. Questa differenza che lui faceva aveva sempre molte difficoltà a spiegarla perché spesso non appena diceva che era appassionato di niente e soprattutto che studiava filosofia nell’università di caserta moderna tutti pensavano che era il classico filosofo che faceva quei discorsi sul nulla, sull’infinito, sul cosmo ecc. ma non era così. Comunque finalmente gli studi finirono, e arrivò alla laurea alla quale presentò una tesi con un titolo assurdo che addirittura lo fece sfottere anche da parte dei suoi professori e dei parenti mentre discuteva, si chiamava Aprimenti veritativi: come autentificare e disvelare l’ontico in provincia di napoli. Lui però essendo disoccupato voleva continuare gli studi perché aveva già inventato un progetto che si chiamava Oltre l’aprimento veritativo. Linguaggio democratico e società civile, ma il professore gli disse che adesso era meglio se cercava un lavoro anche perché era un ottimo momento soprattutto nei coll centers e purtroppo avevano tagliato i fondi per la ricerca consigliandogli di scriversi alla cgl anche perché la situazione a caserta era quello che era. Lui certamente non fu felice ma il ragionamento che fece fu questo: “per me una cosa vale l’altra, nell’estasi del linguaggio. Ma questo non vuol dire che non proverò a spendere questo titolo a napoli, o che non proporrò il mio progetto di studio nelle università di quella metropoli”.
UN ALTRO APPASSIONATO DI PASSATO
C’era una volta un altro appassionato di passato. Lui trascorreva tutta la giornata pensando al passato non apprezzando il presente e il futuro che lui considerava delle fasi inutili infatti diceva che il presente non gli interessava e il futuro non esisteva ancora. Invece tutto il passato gli sembrava bellissimo e soprattutto la sua infanzia alla quale si era divertito moltissimo e aveva fatto delle ottime amicizie che gli erano anche rimaste, e anche dal punto di vista storico diceva che la preistoria era stata un’età eccezionale in cui anche se l’uomo doveva combattere con i dinosauri certamente viveva in un ambiente non inquinato a mangiava cibo sanissimo. Ma la cosa strana era che lui amava non solo il passato come epoca ma anche come tempo infatti usava sempre dei verbi come andai feci dissi bevei che purtroppo secondo lui stavano scomparendo e che dovevano essere conservati da tramandare ai nostri figli. Una volta però durante un viaggiò in Inghilterra conoscé due ragazze di Brescia che purtroppo lo sfotterono tutta la serata perché lui facendo dei racconti usava proprio quel passato remoto che loro consideravano una negrata ovvero roba da siciliani.
UN ALTRO APPASSIONATO DI AMORE
C’era una volta una persona molto particolare e cioè un altro appassionato d’amore. Lui aveva preso questa passione alle medie in cui non prendeva un canale che trasmetteva i film porno e quindi a differenza degli amici si toccava sui film normali come love story, napoleone, kramer contro kramer ecc. e quindi provava il piacere soprattutto sui baci, e ovviamente il passaggio dai baci all’amore era quasi automatico. Quando la mattina andava in classe mentre gli amici raccontavano di Cicciolina che veniva urinata addosso da tre uomini oppure di un porno tedesco dove c’era una comparsa per portare un secchio per contenere la masturbazione di un pony da parte di una ragazza, lui raccontava che aveva visto un bacio bellissimo oppure di una coppia che alla fine aveva fatto pace chiaramente sviluppando su di lui la rabbia dei compagni. Anche crescendo la sua passione non cambiò creandogli però molte difficoltà con gli altri e anche con le donne che dicevano che era omosessuale. Questa favola ci fa capire che molto spesso il nostro destino può dipendere anche da fatti casuali come la non presa di un canale televisivo, e che le donne spesso non sono molto sensibili nei confronti di quegli uomini che non avendo una cultura pornografica le trattano delicatamente.
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