giovedì 8 maggio 2008

Milo De Angelis, Poesie


In questi giorni è stato pubblicato l'Oscar Mondadori dedicato alla poesia di Milo De Angelis. Finalmente non bisognerà più cercare i suoi libri tra biblioteche, fiere del libro usato o nei depositi delle librerie. Ora è possibile seguire il percorso poetico di De Angelis dal primo libro Somiglianze, passando per Millimetri, Terra del viso, e Distante un padre, fino a Biografia sommaria e Tema dell'addio. Bisogna invece aspettare ancora per i suoi scritti in prosa, le favole metropolitane di La corsa dei mantelli (al quale è stato dedicato uno spettacolo lettura qualche mese fa a Milano) e i saggi di Poesia e destino.
Sul poeta lombardo è stato scritto già molto, come testimonia l'ampia bibliografia critica presente nel volume mondadoriano (il primo scritto critico è di Dario Bellezza, e risale all'anno 1975), ma non sempre si sono dette cose adeguate alla sua poetica. L'introduzione è affidata allo scrittore romano Eraldo Affinati che, per quel che mi risulta, è il solo che in passato abbia pubblicato un'intera monografia su De Angelis (Patto giurato. La poesia di Milo De Angelis, Tracce, Pescara, 1996). Lo scritto introduttivo di Affinati mette in chiaro alcuni punti non sempre compresi riguardo alla poesia di De Angelis; ad esempio scrive a proposito del presunto "post-ermetismo" di De Angelis: "Si tratta di un sostanziale fraintendimento. Tuttavia è potuto accadere che la sua opera venisse collocata in una linea orfica o neo-orfica, se non addirittura mistica, con la quale, in verità, non ha mai avuto nulla a che spartire. Se con tali appellativi desideriamo riferirci allo sprofondamento cieco nel magma indistinto dell'inconscio dove l'artista raccoglierebbe i propri frutti senza neppure vederli, sfuggendo al controllo dei nessi per raggiungere una suprema libera inventiva; se davvero si vuole intendere questo, non ci potrebbe essere lontananza più radicale dalle intenzioni di Milo De Angelis, i cui errori sono opacità semantica, cesure fra immagini, impossibilità del ritorno indietro chirificatore e, all'inverso, i cui risultati si misurano nella prospettiva di una dimostrazione completa, parola per parola, intuizione per intuizione, virgole e puntini compresi. Il sogno rappresenta la caduta di una barriera, la mancanza di un controllo. Qui c'è invece un disegno nascosto, al quale lo scrittore lucidamente si attiene."
Il libro più importante di De Angelis resta Somiglianze, il fantastico debutto del 1976. Io aggiungerei Biografia sommaria dove le immagini diventano luminose come non mai. Da Somiglianze propongo la fondamentale L'idea centrale :

L'idea centrale

E' venuta in mente (ma per caso, per l'odore
di alcool e le bende)
Questo darsi da fare premuroso
nonostante.
E ancora, davanti a tutti, si sceglieva
tra le azioni e il loro senso.
Ma per caso.
Esseri dispotici regalavano il centro
distrattamente, con una radiogarfia,
e in sogno padroni minacciosi
sibilanti:
"se ti togliamo ciò che non è tuo
non ti rimane niente."

Milo De Angelis,
Poesie
Oscar Mondadori, 2008

1 commento:

filìa ha detto...

Non ho avuto ancora modo di vedere il libro, la selezione è diversa da quella dell'antologia di Donzelli o è simile? Il testo di Affinati che citi mi sembra lo stesso presente nell'altra antologia. Condivido le tue preferenze, anche se penso che Millimetri, per un altro versante, sia un capolavoro: una voce estranea e radicale.